Vert Provence

Vert ProvenceDirettamente da Parigi è arrivato questo tè verde( il primo di questa stagione) appartenente alla tipologia dei te profumati “Les Mélanges parfumès”. Lo so, teoricamente il te verde dovrebbe essere bevuto, come si dice…”in purezza” ma per questa prima volta facciamo un’eccezione; altre volte vi ho spiegato il cauto approccio che esso richiede, quindi miglior occasione non c’è se non quella di provarlo con delicatissimi sentori profumati che, in questo caso, non hanno inficiato più di tanto la personalità di questa tipologia di te. Il “vert provence”, dopo una ebollizione a circa 80 gradi circa (forse qualcosina in più), ha assunto, durante i 5 minuti di infusione, un gradevole color giallo paglierino (tipo canarino); al palato, il suo sapore è sembrato piacevolmente immediato pur mantenendo quel leggero sentore erbaceo comune (anche in modo più aggressivo) agli altri te verdi…naturali! Insomma, un buon “primo approccio al te verde”, alternativo ai vari passaggi progressivi tra te fermentati (neri), semi fermentati (oolong) e non fermentati (verdi).

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Orange Pekoe Flowery

Orange Pekoe Flowery

Per chi beve te solo occasionalmente e non lo consuma abitualmente è bene creare un cosiddetto “percorso di avvicinamento al te verde” per evitare di restare traumatizzati da un assaggio affrettato! Ecco perché consiglio di iniziare con un te nero (fermentato dunque) il cui gusto non si distacca molto dall’intensità di quelli in bustina ma, come spero avrete l’occasione di scoprire, l’essenza sprigionata dalle “foglie intere” non ha niente a che vedere con i manufatti industriali! Il te bevuto questo pomeriggio è un Orange Pekoe Flowery  dello Sry Lanka; di ottima qualità e dal gusto forte e robusto; è formato da foglie giovani, lunghe dai 5 agli 8 mm. Orange non è riferito all’arancia, ma probabilmente al nome del casato olandese degli Orange.

Per evitare quella sensazione di eccesso aromatico e per non subire troppo un impatto al palato aggressivo, consiglierei, almeno inizialmente di aggiungere un po’ di zucchero (con la sua progressiva diminuzione nel corso dei giorni) o anche una “nube di latte” per tamponare le caratteristiche robuste della foglia. Infatti nonostante questa qualità sia tra le più dolci, a un palato inesperto e con la memoria del passato, a volte questa procedura di “additivi esterni” è necessaria. Personalmente ho preferito utilizzare la mia teiera, dotata di  filtro interno, in ghisa (rilascia sostanze minerali e mantiene alta la temperatura del te anche dopo averlo versato in essa).

L’infuso è risultato mediamente dolce, profumato e lievemente fruttato anche se non appartenente agli scented! Filtrato ad una temperatura di 90/95 gradi (come si conviene a tutti i te neri, il colore, dopo 3 minuti e 30 secondi di infusione, è apparso di un rosso bruno tendente all’arancione; purtroppo la qualità della foto non rende,

Un buon te pomeridiano insomma da gustare in compagnia!

YANAON

            Yanaon                                       

Iniziamo questa rassegna con la degustazione di uno dei te neri aromatizzati acquistati da mio fratello in uno dei Te-shop più famosi di Parigi: “Mariage Frères”.  Il te appartiene a Les Mèlanges Parfumès, ai quei te cioè profumati ( detti appunto scented), le cui foglie sono il risultato di un’accurata lavorazione e che vengono miscelate con i petali di fragranti fiori (gelsomino, rosa, orchidea, ecc….) che le impregnano della loro essenza; nello specifico il te è il YANAON.  Dopo una fase di ebollizione, l’acqua, accuratamente portata a 90/95 gradi, è stata versata nella teiera in porcellana (con alveare interno), dedicata proprio a questa varietà di te. Ho calcolato 4 minuti di infusione ma forse necessitava di qualche secondo in più!Alla prossima infusione farò qualche esperimento. Ne è scaturito comunque un te dall’aroma particolarmente gradevole, soprattutto all’olfatto. Il colore è di un giallo ambrato tendente all’ocra. Il sapore fresco e deciso. E’ da bere preferibilmente senza aggiunta di zucchero per assaporare al meglio le note floreali in esso presenti. Lo definirei decisamente come “te da meditazione”.

Per gli amanti degli accompagnamenti “stile inglese”, consiglierei solo dolcini e gelatine  alla frutta.

Lo sapevi che il te…

La pianta del te 

Uno dei motivi per i quali il te verde sia poco diffuso è da attribuire al palato europeo, da sempre abituato ai sapori forti e agli aromi decisi, come il te nero. Per chi ancora non lo sapesse, infatti, il “triturato di foglie di te” che noi solitamente beviamo (quello nei filtrini per intenderci), appartiene alla tipologia del te nero; una differenza dovuta non certo al colore della foglia, o ad altro tipo di qualità, bensì al processo di lavorazione cui essa viene sottoposta. In quello nero, infatti, le foglie subiscono un processo di ossidazione (detto anche di “fermentazione” ) nel quale si sviluppano aroma e sapore del te, ma si distruggono le sostanze benefiche contenute nella foglia fresca; con questo processo di essicazione, le foglie assumono un colore scuro (da esso il nome di “te nero). Purtroppo però i costi produttivi, legati alla meccanizzazione dei processi industriali favoriscono l’adozione del sistema C-T-C (crushing – tearing –curling), “triturare-strappare-arrotolare”  che genera una pessima qualità di te, rispetto a quelli a foglia intera, ma più semplice nella sua preparazione grazie ai suoi sacchetti-filtro; come dire…meglio la praticità che la qualità!!!

Rispetto al te nero, quello verde, è costituito da foglie cotte a vapore alfine di distruggere tempestivamente gli enzimi  in esse contenute e responsabili, in quello nero, dell’ossidazione. Proprio per questo, il te verde è chiamato “te non fermentato” e conserva così molte delle proprietà benefiche e antiossidanti della foglia fresca. Questa breve premessa, che potrete presto approfondire nella pagina “Per saperne di più…di tutto”, serve sia migliorare la conoscenza di quest’argomento, ai più sconosciuto, che a favorire un progressivo ed adeguato approccio al te.

Ecco perché inizieremo con la degustazione di te neri (a foglia intera ovviamente!) per poi passare progressivamente a quelli verdi; tale procedura viene resa necessaria per evitare approcci prematuri e deludenti in quanto inizialmente quest’ultimo potrebbe non risultare adeguato ai nostri palati, abituati ai gusti molto decisi!