CAOS CALMO (recensione a cura di Svulazzo)

Caos calmoPiù che la storia in sé (toh, tratta da un romanzo) il Caos Calmo di Veronesi nella qui versione cinematografica riesce per la bravura del suo protagonista, Nanni Moretti. “Io non sto seduto qui tutto il giorno. Mi muovo”. Molto bello il motivo della panchina attorno alla quale gravitano i giorni in cui l’uomo affronta il suo interiore caos calmo. Moretti trasmette dolcezza e rende veritiera una situazione praticamente assurda. Alessandro Gassman impersona il fratello totalmente opposto alla figura di quello che è un personaggio tipicamente morettino, forse un limite, forse la vera forza del protagonista. Isabella Ferrari, povera lei, è rilegata al solito ruolo Bellucciano: praticamente inutile ai fini della storia, fondamentale a far pubblicità al film. Qualunque altra attrice potrebbe svolgere ciò che le vien chiesto di fare. Bellissima la silenziosa Tarsia Smutniak, quella del Rino Gaetano televisivo. 

Svulazzo 

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INTO THE WILD – NELLE TERRE SELVAGGE – (recensione a cura di Svulazzo)

Into the wildBella prova, quella di Sean Penn alla regia. Si dice che abbia pazientato ben 10 anni per ottenere i diritti dal romanzo dal quale il film è tratto, a testimonianza della caparbietà nel realizzare questo progetto. E’ una storia di giovinezza, matura abbastanza dal capire della necessità di affrontare la vita nella sua essenza, col giusto coraggio per darle un senso, per non perdersi ciò che di più importante forse la vita ci propone: la conoscenza di ciò che ci circonda, del mondo. Per far ciò non c’è altra strada che l’abbandonarsi ad essa, seguendo il proprio spirito, il proprio istinto. Devo ammetterlo, per quanto possa condividere questo desiderio e bisogno, durante l’intero film non riesco ad immedesimarmi nel percorso del protagonista, nella sua avventura, nel suo viaggio. Troppi solitari i suoi spostamenti, ed alla fine infatti il pentimento: la felicità è il poter condividere con gli altri. Sicuramente però una storia ad ampio respiro, che tocca tasti profondi, spirituali appunto.

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Il mattino ha l’oro in bocca (recensione a cura di Svulazzo)

Il mattino ha l’oro in boccaE’ proprio crisi da soggetto cinematografico. Degli ultimi 5 film da me visti, ben 4 son tratti da romanzi; 3 di essi, al loro volta,  sono delle storie vere. Questa volta si tratta dell’italiano Il Mattino ha l’oro in bocca, tratto dall’autobiografico Il giocatore. Grazie a Fiorello, Marco Baldini oggi è tra i deejay radiofonici più famosi d’Italia. Dalla radio alla tv, degna spalla dello showman del momento.

Baldini è impersonato dal bravissimo Elio Germano, a mio parere tra i più bravi giovani attori italiani; di un’espressività incredibile, certamente un dono anche naturale. I romani del resto sono degli attori nati. Ennesima bella prova, insomma, per Elio, che aveva già entusiasmato, tra gli altri, in Mio fratello è figlio unico. La storia si sviluppa all’interno della nazionale Radio Deejay, alla quale il protagonista approda dopo una prima esperienza in una piccola radio privata della sua Firenze. A Milano prende il largo, arriva a condurre Viva Radio Deejay, preludio dell’attuale Viva Radiodue. Ma conosce anche un altro mondo, il triste vizio delle scommesse. Da qui le prime grosse vincite, l’entusiasmo, la dipendenza, la malattia, gli enormi debiti, gli strozzini. Di questa storia, della sua storia, Baldini ne ha fatto l’attuale fortuna. Collaboratore anche della sceneggiatura, ne avrà sicuramente approvato il risultato del lavoro. Infine, per la prima volta insieme le non più emergenti Laura Chiatti e Martina Stella, finalmente son riuscito a distinguerle.

Svulazzo