QUANDO L’AMORE PER L’ARTE DIVENTA PASSIONE.

Presepe

Quale binomio artistico può conciliare estro e creatività?
Nel caso di Santo, amico nonché barbiere di fiducia, tale connubio è possibile sia grazie all’inventiva e all’originalità creativa, che quotidianamente mette a disposizione di tutti nel suo salone da barbiere, che, soprattutto, in ciò che nell’arco di un intero anno, silenziosamente progetta e realizza con amore e passione, e costatabile poi nella sua opera finale: il presepe.
Una motivazione profondamente religiosa e una passione innata infatti, lo portano ogni anno, ma direi col pensiero ogni giorno, alla creazione di un’opera sempre diversa ma che rispetta i canoni fondamentali che la caratterizzano, la semplicità del complesso e la cura dei particolari.
Chi, in questo periodo, volesse vedere di persona l’ultima opera realizzata, insieme a quella di altri maestri artigiani, può farlo visitando direttamente i locali della mostra sita in Corso Umberto n°114/A e aperta dal Lunedì al Sabato dalle 16.30 alle 20.00 e i festivi dalle10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 20.30.
Per chi invece volesse conoscere personalmente l’autore dell’opera artistica, per qualsiasi tipo d’informazione, può incontrarlo tutti i giorni presso il salone di via Marchese di Sangiuliano 121. Chiunque di Voi, posso garantirvi sarà gentilmente accolto in un clima di allegria e cordialità.

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Orientamento

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UN VALIDO AIUTO…..PER TUTTI

Majorana Gela

Il mondo “open source” è ormai una realtà per molti; un giorno vorrei poter scrivere che lo sarà per tutti e mi conforta il fatto che qualcosa in effetti si sta muovendo.

Numerosi sono infatti i siti che propongono il doawnload di programmi gratuiti come ad esempio le suite per ufficio Openoffice (la più conosciuta) o altri free/softwares: antivirus, di manutenzione e pulizia, di grafica, ecc.. Ma assai raro è trovare chi, di questo mondo, ne ha fatto un “microcosmo socialmente utile” e di aiuto incondizionato, in cui sono state messe a disposizione di tutti, e ripeto di “Tutti”, le conoscenze informatiche personali, al fine di migliorare quelle altrui e, se possibile, condividerle ed accrescerle.

Mi riferisco in particolar modo al sito scolastico dell’Istituto Tecnico per geometri Majorana di Gela, e in particolar modo al contributo offerto dal suo webmaster, prof Antonio Cantaro, il quale, come spero avrete modo di “scoprire”, ha fornito, col suo sito, il proprio patrimonio culturale alla libera fruizione dei suoi visitatori; innumerevoli e di varia natura sono infatti i suoi consigli: dall’ottimizzazione delle prestazioni del proprio pc alla varietà di programmi “open” offerti dal web (per di più scaricabili dal sito stesso).

Ma la peculiarità di quanto detto finora è offerta principalmente dalla facilità con la quale tutto ciò viene proposto, attraverso cioè una serie di “video guide”, brevi,semplici e di un efficacia non indifferente nella loro visionabilità ed esecuzione finale. Seguendole, il prof. Cantaro guiderà anche l’utente meno esperto verso procedure che diventeranno sempre più intuibili e familiari.

Ci si potrebbe chiedere il “perchè” di tutto questo!? E’ presto detto! Il prof. Cantaro è un “linuxiano”, come me, ed in virtù di ciò, chi il suo intento coincide con il suo modus operandi che è infine anche un modo di essere, insito nel concetto del pensiero “ubuntu” (una delle distribuzioni offerte dai sistemi operativi “open”).

Come detto prima, il prof. Cantaro mette il proprio sapere a disposizione della comunità informatica;“Ubuntu” significa infatti: aiuto reciproco e solidale .

Come avrete modo di osservare nel suo sito “Multi Utility” non c’è nessuna finalità nascosta se non quella, addirittura, di renderci consapevoli dell’enorme abbattimento (in termini monetari e non solo ) dei costi di gestione dei nostri PC attraverso il miglioramento e l’ottimizzazione del nostro lavoro, favorendoci, in termini conoscitivi, di una serie di informazioni e consigli che, vi garantisco, vi torneranno utili.

Sono già tre anni che ho adottato, grazie soprattutto all’aiuto del mio collega Salvo, il sistema operativo GNU-LINUX e non esito ad affermare l’efficacia dei sistemi operativi “non proprietari” le cui caratteristiche, potenzialità e rendimenti sono spesso maggiori di quelli “storicamente” conosciuti.

Per chi volesse ulteriormente approfondire l’argomento può cklikkare nei seguenti link ed avere una panoramica ancora più chiara di quanto finora esposto.

Tengo infine sottolineare che il seguente materiale mi è stato gentilmente e “tempestivamente” offerto dallo stesso autore del sito.

Un grazie ad Antonio e alla sua cortese disponibilità.

27 validi motivi per innamorarsi di Linux

Ubuntu – Manuale gratuito

Sillogismo Aristotelico

Bimbi e bimbe belle, vi invito a scaricare questa semplice ma efficace mappa concettuale sul sillogismo aristotelico fornita anche di breve spiegazione!

Mappa-Concettuale-Sillogismo-Aristotelico

FINE PENA MAI (recensione a cura di “Svulazzo”)

Effettivamente sembrava non finire mai. Abbastanza pesantuccia la storia dedicata ai protagonisti del 41 bis: Fine pena mai. La novità è che in primo piano non c’è la Mafia, né la Camorra, né la ‘Ndrangheta ma la pugliese Sacra Corona Unita. Quindi, in fondo, la stessa cosa. Cambia lo scenario, Lecce e quindi il Salento, ma sempre uguali son gli interessi e le finalità. La voce narrante è quella interpretata da Claudio Santamaria il cui personaggio finisce in carcere duro, all’Asinara, condannato per 46 anni. Ne ha scontati finora solo 15 e la prospettiva, dal uso punto di vista, è naturalmente atroce. Si raccontano quindi i primi anni ‘80 e tutte le vicende che lo porteranno all’incarcerazione. Efficacissima la scena del blitz dentro casa che porterà al suo arresto. Nessun uomo, nessun poliziotto, tutto si intuisce dai suoni e dai rumori, il protagonista continua a portare alla bocca, uno dietro l’altro, con freddezza, i bocconi della sua cena. Sa già, così come la sua famiglia, cosa sta per accadere. Per tutto il resto però si sonnecchia, salvo che qualcuno potrebbe apprezzare la vista del pisello di Santamaria.

 

TUTTA LA VITA DAVANTI (recensione a cura di “Svulazzo”)

Attualissimo, com’è nello spirito dell’italianissimo Virzì, realistico e anche divertente. I giornali, la piazza, la politica, i supermercati, i bus, non parlano quasi d’altro che di precariato e di co.co.qualcosa. Il laureato in filosofia che finisce, quantomeno al uso primo impiego, a lavorare in uno dei famigerati call-center (e magari riuscendoci pure bene) è l’emblema del nostro mondo del lavoro. In Italia le possibilità sono scarse, spesso e un po’ ovunque si lavora pure male e senza mezze misure, gli stipendi quasi mai adeguati ed ecco l’idea di Tutta la vita davanti. Lo sfondo è la Roma meno conosciuta, la popolare e studentesca Prenestina, la terribile e anonima zona della Nuova Fiera di Roma ma anche la tanto glorificata Sapienza che sforna questa brillante protagonista per poi gettarla in una professione che niente ha a che vedere, almeno sulla carta, con lei. Questa che le capita sembra l’unica offerta. Il contesto è desolante, squallido, scarno e con scarsi valori. Per fortuna non è tutto così, ma lo scorcio che Virzì ci mostra esiste, purtroppo davvero. Una frecciatina che ha tutta la mia approvazione viene lanciata alla realtà dei sindacati (quando inizieremo a scioperare contro questa casta?).  Tutti i personaggi sembrano azzeccati, la dolce siciliana Isabella Ragonesi, l’efficace Micaela Ramazzotti e perfino Sabrina Ferrilli interpreta un ruolo a lei congeniale.

LO SCAFANDRO E LA FARFALLA (Recensione a cura di “Svulazzo”)

Può capitare (e a me è capitato e faccio in modo che capiti) di ritrovarsi al cinema senza avere la minima idea della trama del film che si sta per vedere. Può anche succedere che questo si riveli un film appassionante. Se poi ti ritrovi una sera d’estate in un’arena attrezzata con grande schermo, buon audio e sedili discretamente comodi il mix è perfetto e la serata da ricordare.

E’ quel che mi è successo con “Lo scafandro e la farfalla”, di cui avevo appena appreso soltanto, dalla locandina, la non indifferente attribuzione dei 2 premi (Miglio film e Miglior regia) a Cannes.

Storia profonda, coinvolgente, assolutamente realistica. L’intuizione della telecamera che per almeno il  50% della narrazione è l’occhio del protagonista, la sua voce interiore – unica a lui possibile – che narra e commenta ciò che non può esser detto, l’immedesimazione dei personaggi, la triste e dura realtà dei fatti, l’imponderabilità dell’evento fanno di questo film un lavoro eccezionale. Si esce con un certo immancabile turbamento, forse anche con l’insoddisfazione per non aver ricevuto qualcosa in più ci quel che già si ha avuto. Sembra un po’ di rivedere Mare dentro di qualche anno fa – ma qui il tema centrale non è l’eutanasia, argomento (e come non potrebbe essere altrimenti) ormai quotidiano – e anche in questo caso ti senti obbligato a non dimenticare che la vita và vissuta in ogni suo istante, che i rimpianti potrebbero altrimenti ucciderti più di ogni malattia e che l’immaginazione e la fantasia possono farti sentire vivo anche nelle situazioni più disperate.